
Nella civiltà greca e romana si riteneva che alcuni cibi fossero in grado di aumentare le virtù amorose. 
Gli afrodisiaci prendono il loro nome da Afrodite (dea dell’amore) e stanno ad indicare quelle sostanze capaci di eccitare o esaltare lo stimolo sessuale. I Greci consigliavano a tale scopo: cipolle, tartufi, miele, uova, storione, pesci, crostacei; questi ultimi, perché provenivano dal mare che aveva dato i natali ad Afrodite.
Erano poi decantati alcuni cibi esotici a cui venivano attribuite proprietà speciali solo per il fatto di provenire da luoghi lontani.
A questi alimenti, i Romani aggiunsero gli organi genitali di alcuni animali: l’asino, il lupo, il cervo, animali selvatici, ritenuti validi sotto il profilo sessuale.
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